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LUNEDI' 14/6 ASSEMBLEA
cittaztudi | 12 Giugno, 2010 10:10

Nella mattinata di lunedì 14/6 i lavoratori (in sciopero) e il comitato "giù le mani dalla mensa" incontreranno la dirigenza del Politecnico per avere risposte chiare in un quadro in cui l'unica certezza sembra essere proprio la chiusura della mensa: nessuna garanzia per i lavoratori, nessuna garanzia circa servizi alternativi.

A seguito di quanto emergerà in quest'incontro, invitiamo tutti

 LUNEDI' 14/6 h 13 davanti alla MENSA

  ASSEMBLEA PUBBLICA per RILANCIARE LA MOBILITAZIONE

Comitato "giù le mani dalla mensa"

http://giulemanidallamensa.noblogs.org

retazione@libero.it

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SULLA CHIUSURA DELLA MENSA DI VIA GOLGI
cittaztudi | 03 Giugno, 2010 23:01

SITUAZIONE ATTUALE

Nota Bene: i dati che seguono non sono ancora stati ufficializzati, non sappiamo quindi quanto queste “promesse” siano reali né se saranno realmente realizzate, non sappiamo neanche se – oltre alle intenzioni – ci siano le autorizzazioni necessarie per gli adeguamenti strutturali previsti. Non sappiamo ancora inoltre quale sarà il futuro lavorativo del personale attualmente impiegato nella mensa di via Golgi. Insomma, la chiusura della mensa continua ad essere un salto nel buio per tutta città studi!

Unimi, Polimi e CIDiS si sono incontrati due volte con l'assessore Rossoni, più altre due volte per riunioni tecniche con gente della Regione. Mai con il comitato né con altri rappresentanti dell’utenza. In sostanza, la Regione dice che il Politecnico può fare quello che vuole, non lo penalizzerà sul fronte assegnazione dei fondi per il diritto allo studio e non darà un centesimo alla Statale. C’è quindi un accordo di massima tra tutti e 3, che però deve ancora essere ufficializzato da un comunicato della Regione che sta tardando ad essere emesso. È un accordo che sostanzialmente fa in tutto e per tutto il gioco del Politecnico.

Poli: come da delibera del 24 novembre dovrebbe provvedere 100 posti in più alla casa dello studente (in scantinato), 80 in via Bonardi (bar/tavola calda di ingegneria, cioè scantinato) e x (180 forse) alla nuova tavola calda di via Golgi, ampliamento del bar attuale. Parlando in mensa si favoleggia di isole pizza e self-service, ma nessuno ha visto il progetto. Regalerà alla statale qualche tavolo e attrezzatura varia della mensa di via Golgi e presterà due aule ricavate dalla stessa per sostituire quelle perse in Clericetti, almeno finché l'edificio non sarà demolito (fra tre anni pare). Ci sono poi le sbandierate convenzioni coi bar.
Statale: le due aule del centro universitario di Clericetti (ma altre voci dicono che invece sarà smantellata la mediateca, dato che su è troppo piccolo) verranno usate per ricavare una tavola calda da 200-250 posti (con convenzioni CIDiS), la sala dei professori sarà sistemata, l'area della mensa liberata dal bar (à aumento di qualche posto, 50?) e la cucina potenziata (tutto ciò dovrebbe essere operativo a settembre e il costo, di 90.000 €, sarà coperto dal gestore in cambio dell'aumento della durata dell'appalto di un anno). La terrazza della Balena (l’edificio di fronte alla mensa, dall’altra parte di via Golgi) sarà chiusa con una vetrata a e l'aula studio adiacente sarà attrezzata per essere usata nelle ore di punta; i 200 posti circa ricavati saranno usati per una nuova tavola calda (inizialmente solo tavola fredda, finché non ci si organizza coll'attuale gestore del bar) [anche questo forse già da settembre]. Per il personale ci saranno due convenzioni con le mense di IEO e CNR.

Il personale della mensa, fra tempi parziali e altro, da 40 unità circa realmente impiegate è sceso a 33 e poi a 22 effettivi da contratto, e teoricamente sarà tutto riassorbito fra SeRist e ampliamenti vari qua e là.

Sunto sul servizio coi dati parziali di cui disponiamo

Contando 180 posti in più alla tavola calda di Golgi e 50 alla mensa di Clericetti, si arriva a:

-         360 posti in più del Poli, di cui SOLO 100 di mensa (ammesso che nella casa dello studente ci sia una mensa e non una tavola calda, da verificare);

-         450 posti in più della Statale, di cui solo i pochissimi (credo non più di 50 ma da verificare) dell’ampliamento di Clericetti di mensa.

 

Totale:

meno 650 (giusto?) posti di mensa di via Golgi 20;

più 810 in totale, di cui solo 150 di mense (e 660 di tavole calde);

differenza posti totale: + 160;

differenza posti di mensa: - 500.

Com’è che suona amaro?

 

PERCHE’ NON CI STA BENE?

Innanzitutto, non ci fidiamo. Vogliamo vedere tutto nero su bianco, c’è una mancanza di trasparenza inaccettabile da parte di tutti.

È inammissibile che si sia decisa la chiusura senza prima avere già pronte le alternative (tutt’ora i progetti alternativi non sono ben definiti!!!), è intollerabile che chiudano senza averle già operative. È inaccettabile che ancora oggi noi non sappiamo dove andremo a mangiare e con quali convenzioni, e che i lavoratori non sappiano cosa ne sarà del loro posto di lavoro.

Detto questo, solleviamo i seguenti punti:

 

1)      Stando ai dati (ma già si vocifera che non ci sono i tempi o le autorizzazioni per certi ampliamenti), i  posti totali di città studi vengono compensati ed anzi incrementati (anche se non abbastanza, a giudicare dalle file e dalla gente che mangia in posti a caso visibilmente a disagio), ammesso che non buttino giù via Golgi tra 3 anni con super tavola calda annessa. Su questo siamo d’accordo. Una prima problematica è però che vengono sottratti altri spazi (aule studio per la Statale, sala stampa attigua al bar in Bonardi per il Poli), questo in una situazione di evidente carenza di spazi per gli studenti.

2)      Qualità degli spazi: gran parte dei posti compensati dal Poli si trova in scantinati, e non sappiamo quanto gli spazi previsti siano adeguati a contenere il numero di posti promessi da entrambi gli atenei (si rischia l’effetto sardina, anche perché si finirebbe in spazi più piccoli dove più si fa sentire il sovraffollamento). Senza contare che la struttura di via Golgi è pensata proprio per essere una mensa: ampie vetrata per garantire un’ottima illuminazione naturale, spazi ampi e pannelli fonoassorbenti sul soffitto, cucine vicino ai posti a sedere. Insomma, a scapito di un sicuro problema di dispersione termica, la qualità messa a disposizione dell’utenza è sicuramente difficile da replicare, soprattutto in scantinati o edifici progettati per altri scopi. Uno spazio così potrebbe inoltre diventare una risorsa per tutti anche in orari diversi da quello di mensa (ad es. come aula studio o per l’organizzazione di iniziative), e verrebbe così compensato lo spreco di utilizzare un edificio con tanta dispersione termica solo per poche ore.

3)      Qualità dei pasti: una mensa è ben diversa da una tavola calda, che serve pasti surgelati e panini. Dal punto di vista alimentare quindi la riduzione di 500 unità dei posti mensa effettivi è un peggioramento evidente. Inoltre se per una mensa si può fare un discorso di miglioramento della qualità del cibo – e parlare anche di sostenibilità ambientale con una mensa a km0 -, sono evidenti in tal senso i limiti di una tavola calda che serve pasti preconfezionati.

4)      La mensa di via Golgi è una risorsa e un bene comune per tutta città studi, l’utenza è composta da studenti e lavoratori di poli e statale, nonché lavoratori della zona (centri pubblici e non). È garanzia di rispetto del diritto allo studio per tutti – non solo gli studenti borsisti – perché consente un pasto completo a prezzi calmierati. Vogliamo anche capire come saranno le fasce e i buoni pasto, non è ancora del tutto chiaro. Non siamo affatto sicuri che i prezzi non saliranno (tra l’altro alla mensa in Clericetti è appena successo).

5)      Socialità: un posto così grande, dove è possibile mangiare con calma senza l’effetto panino-e-via, permette l’incontro e lo scambio tra studenti (e non) delle più disparate provenienze accademiche, fattore che andrebbe perso frammentando il servizio in una miriade di posti inospitali e desocializzanti. Il senso di collettività della comunità accademica nasce anche da questi aspetti.

6)      Non siamo d’accordo col processo di disimpegno del pubblico dal garantire i servizi essenziali, né con la concorrenza tra atenei (effetto ovvio e deleterio della legge sull’autonomia finanziaria). Il diritto allo studio è lo stesso per tutti gli studenti, Poli, Statale e Regione dovrebbero accordarsi per un servizio comune realmente economico e di qualità, anziché cercare di farsi le scarpe a vicenda. Obiettivo che sarebbe più facilmente perseguibile oltretutto se si gestisse direttamente il servizio senza ricorrere ad appalti ed esternalizzazioni, che aprono la porta a speculazioni, mancanza di trasparenza e diminuzione dei diritti del personale. La chiusura della mensa di via Golgi è un primo passo di un progressivo disimpegno, sarà infatti più facile chiudere mano a mano locali più piccoli e demandare sempre più il servizio alla ristorazione privata.

7)     È inaccettabile e non può diventare la norma il modo in cui sono state prese le decisioni, ad ogni livello. Il Poli ha fatto il sondaggio sull’utenza a luglio (quando di studenti ce n’è ben pochi) e ha deciso arbitrariamente (con un voto di CdA) di chiudere senza coinvolgere nella decisione le parti sociali che avrebbero subito la decisione: lavoratori, studenti dei due atenei (utenza in generale), neanche l’università Statale e la Regione a quanto pare. C’è stata anche una mancanza totale di trasparenza, perché nessuno (inizialmente neanche le istituzioni) è stato informato di queste decisioni fino a che è stato possibile. Questo deficit è stato una costante durante questi mesi, con voci ufficiose che si rincorrevano senza che ci fosse una presa di posizione pubblica e chiara. Ancora adesso non ci sono state comunicazioni ufficiali su quanto succederà l’anno prossimo. È una logica che non deve e non può passare. La trasparenza e la democrazia devono essere alla base di ogni decisione, soprattutto quelle che riguardano i beni comuni e i servizi gestiti da enti pubblici. Nella stessa direzione si sono mossi la Statale e la Regione che (nonostante le richieste) non hanno mai interpellato le parti sociali nel definire il futuro della ristorazione in Città Studi.

Concludendo: nessuno si permetta di dire che l’”accordo” trovato ha il consenso delle parti sociali, visto che queste sono state sistematicamente ignorate. Non ci fermiamo e continuiamo a chiedere:

1)      che sia ritirata subito la decisione di chiudere la mensa di via Golgi;

2)      che un’eventuale ristrutturazione del servizio mensa di città studi venga discussa in modo realmente democratico, e abbia come obiettivo garantire il diritto allo studio degli studenti di entrambi gli atenei, il diritto a un pasto completo decente ed economico per tutta la comunità di Città Studi, il rispetto dei lavoratori impiegati nel servizio.

 

Comitato “Giù le mani dalla mensa”

http://giulemanidallamensa.noblogs.org

retazione@libero.it

 [ Qui il comunicato in formato doc]

 

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FURTO IN VIA GOLGI 20 - Diaboliteknica azione alla mensa di via Golgi 20
vinbrule | 22 Aprile, 2010 16:50

Lunedì mattina il Comitato “Giù le mani dalla Mensa” ha avuto una bella sorpresa entrando nello stabile di Via Golgi 20, tutto il materiale costruito durante sei mesi di lotta sparito.

I lavoratori hanno subito denunciato l'accaduto alla direzione della Serist, l'azienda che ha in appalto la gestione del servizio, che afferma di essere estranea ai fatti, anzi di aver ricevuto 18 segnalazioni di allarme durante la notte di domenica, senza però per questo avvertire la polizia.

Peccato che non ci sia alcun segno di effrazione e l'unico materiale trafugato sia infatti quello del Comitato, neanche la cassa è stata  toccata.

Il fatto è ancor più grave perché si pone a cavallo di due importanti iniziative volute dagli studenti e dai lavoratori della mensa. Giovedì corso era stato preparato il materiale per le azioni di informazione e protesta che dovevano aver luogo questo venerdì in città studi,  striscioni, opuscoli, volantini e coreografie che sono stata prontamente rubate nella notte di domenica.

Pare ormai ineluttabile che chiunque abbia messo in atto questa vigliacca strategia voglia colpire direttamente la campagna di tutti quei lavoratori e studenti che si battono per un diritto che dovrebbe essere inalienabile in qualsiasi università pubblica. Se il Politecnico continua a dichiararsi estraneo ai fatti, dovrà comunque rendere conto di un furto avvenuto in uno stabile di sua proprietà lasciato incustodito e dove sono stati deliberatamente ignorate le segnalazioni degli allarmi.

Il Comitato si chiede: quale Diabolika mente può “rischiare” un' effrazione per un bottino che consta in qualche striscione e nulla più, quando nello stesso stabile si trovava a portata di mano parte della cassa della mensa? Serist e Politecnico si ritroveranno a breve a dover rispondere a questo semplice quesito....


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La mobilitazione continua
vinbrule | 09 Marzo, 2010 00:56

Giovedì 11 marzo: riunione del comitato per organizzare le prossime iniziative, h 15 in mensa.

Ultimi volantini: lettera di uno studente (qui la versione ridotta), 10 domande fronte e retro del pantera.

Vi invitiamo a diffondere il più possibile questi ed altri testi nelle facoltà per diffondere la mobilitazione, senza una presa di posizione collettiva politecnico, statale e regione non torneranno sui propri passi!

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ULTIMI ACCADIMENTI
vinbrule | 06 Febbraio, 2010 16:54

Mercoledì 3 febbraio: un corteo partito dalla mensa attraversa le facoltà  di Statale e Politecnico, passando anche dalla Casa dello Studente e in viale Romagna, concludendosi al Rettorato del Politecnico dove studenti e lavoratori hanno impedito al direttore amministrativo di lasciare il Politecnico senza ricevere delle spiegazioni in merito alla chiusura della mensa (smentiamo il corriere che parla di sequestro (sic!) del direttore amministrativo ). Qui il volantino distribuito (molto completo). 

Giovedì 4 febbraio: audizione in Regione dell'assessore Rossoni presso la VII commissione, presenti alcuni esponenti del comitato. Rossoni dichiara che il problema è di competenza dei singoli atenei e che è stato trovato un accordo anche con le parti sociali (e noi chi saremmo?), in sostanza se ne lava le mani. Forse dimentica che la Regione è l'Ente preposto a garantire il diritto allo studio e gestisce e indirizza un cospicuo fondo (a cui attingono gli stessi atenei) al quale contribuiscono tutti gli studenti tramite una tassa regionale di 100 euro (ad esempio per Unimi 100 euro della prima rata vanno direttamente in questo fondo). Sempre giovedì alcuni funzionari di Digos e Carabinieri si presentano alla mensa sperando di trovare il comitato (ma la riunione era saltata per l'incontro in Regione), si accontentano quindi di fare domande e prelevare locandine e volantini. E' questa la risposta alla giornata conflittuale di mercoledì in cui abbiamo dimostrato che le "parti sociali" non hanno accettato alcuna soluzione che preveda la chiusura della mensa. 

Le nostre richieste alla Regione erano contenute nella lettera del 25 gennaio:

l        che la Regione Lombardia, rappresentata in questo ambito dall'Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni, riconosca il valore e l'importanza del servizio offerto dalla mensa di Via Golgi, 20 in quanto unica struttura in grado di garantire un servizio mensa di qualità e comune a tutta Città Studi , e si impegni a far revocare la delibera del Politecnico di chiusura della mensa stessa al fine di aprire un tavolo di trattative che coinvolga (a) tutti  i soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda (Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, CIDiS, Regione Lombardia) (b) una rappresentanza mista lavoratori-studenti del Comitato “Giù le Mani dalla Mensa”

l        che tale tavolo di trattative, di cui la Regione Lombardia deve farsi garante date le proprie prerogative di tutela del diritto allo studio universitario, abbia lo scopo di: mantenere il servizio mensa di Via Golgi, 20, e quindi revocare del tutto la sua chiusura ; rilanciare con opere di manutenzione ordinaria e straordinaria lo stabile e quindi il servizio offerto (in particolare, riattivare la sala “ristorante” e le due linee riservate al personale da tempo inutilizzate e riaprire le sale consultazione e studio anche loro da tempo  chiuse e abbandonate); trovare una soluzione congiunta tra tutte le parti in causa che porti ad una condivisione dei diritti e degli oneri della mensa del Politecnico di Via Golgi 20 e che si faccia portavoce della necessità di questa nella realtà di Città Studi .

Non ci fermiamo qua. Prossimi appuntamenti:

*Giovedì 11 febbraio h 15: riunione del comitato in mensa.

*Venerdì 12 febbraio: nuovo incontro coi vertici del Politecnico, ottenuto mercoledì 3.

Segnalazioni

*Articolo per Uninversi sulla mensa: leggilo qui .

*Un'altra idea di ristorazione, più rispettosa dell'ambiente: mensa a km 0 al Politecnico di Torino. Prendiamo nota...

*Incredibile ma vero, in tutto ciò in seguito a un cambio di gestione sono aumentati anche i prezzi della mensa CIDIS (ex - Isu) di via Clericetti, vale a dire la mensa della Statale! Anche l'acqua (cioè, la tangente per avere un bicchiere) è aumentata del 10 %!

 

----------------------------------------volantino distribuito il 3 febbraio----------------------------------------

Vogliono prenderci per fame? Mensa in Sciopero!

  (Continua)  #

MERCOLEDI' 3 FEBBRAIO - SCIOPERO E INIZIATIVE
vinbrule | 31 Gennaio, 2010 23:48

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25 GENNAIO - PRESIDIO SOTTO LA REGIONE
cittaztudi | 22 Gennaio, 2010 15:55

 

Qui la lettera inviata a Rossoni, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro.

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PER INFORMAZIONI
vinbrule | 18 Dicembre, 2009 10:31

Il comitato "Giù le mani dalla mensa" si riunisce ogni giovedì alle h 15 alla mensa, via Golgi 20.

Per contatti: retazione@libero.it .

Materiali li trovate nella sezione album di questo blog.

Questo blog è nato da poco, qualche materiale e articolo più datati li trovate qui e qui .

Foto: coll. città studi , rdb-cub .

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IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
cittaztudi | 16 Dicembre, 2009 11:40

 

Dopo la lettera scritta dal Comitato "Giù le Mani dalla Mensa" in data 17/11/09 il Politecnico di Milano ha prorogato la chiusura della mensa di sette mesi. Noi però non ci siamo fermati e, dopo l'occupazione del rettorato avvenuta il giorno stesso della delibera, abbiamo occupato la mensa il 10/12/2009. Ma neanche questo è bastato a smuovere le "calme acque" del Politecnico! Così ieri, 15/12/09, richieste alla mano siamo stati ricevuti dal CdA della Statale, che, grazie alle pressioni della Facoltà di Scienze MFN stessa, di città studi, dei suoi studenti e dei lavoratori della mensa, ha approvato una mozione nella quale dà "mandato al Rettore perché, in collaborazione con il presidente del CIDiS, ciascuno per quanto di propria competenza, prosegua le trattative e la collaborazione con il Politecnico di Milano", chiedendo quindi un tavolo di confronto fra gli Enti interessati al fine di garantire il servizio mensa ai propri lavoratori e studenti, appellandosi anche al diritto di studio.

Forti di questa nuova posizione della Statale abbiamo interrotto il CdA del Politecnico per informare i suoi membri degli sviluppi e pretendendo una presa di posizione chiara da parte del Politecnico. Abbiamo ribadito che questo ha il dovere di impegnarsi a instaurare il tavolo di trattativa, interpellando oltre agli attori istituzionali una delegazione del comitato studenti-lavoratori nato in difesa della mensa.
Benché il tenore delle risposte avute dal Rettore siano state vaghe come d'abitudine, questa volta abbiamo ricevuto una debole apertura al
dialogo con l' Università degli Studi di Milano purché questa sia in grado di garantire quattro aule al Politecnico. Difatti ci è stato comunicato, proprio ieri in CdA, che la causa prima della chiusura della Mensa di via Golgi 20 è la necessità del Politecnico di qualche aula per completare i lavori di manutenzione e miglioramento dei suoi stabili,motivazione tanto futile quanto chiaramente strumentale ad altre mire.

Il Comitato non si ferma qui è continuerà a chiedere al Politecnico come alla Statale:

    *La revoca della chiusura della mensa di Via Golgi e di riconoscerne il valore anche sociale.

    *L'apertura di un tavolo di trattativa Politecnico, Statale, CIDiS,  Regione al fine di garantire un servizio mensa di qualità e comune
      a tutta città studi.

    *Di includere in questa trattativa una rappresenta mista lavoratori-studenti del "Giù le Mani dalla Mensa"

Inoltre chiunque di voi sia a conoscenza o trovi delle aule libere in città studi è quindi pregato di comunicarlo con urgenza direttamente ai CdA di Politecnico e Statale o su http://giulemanidallamensa.noblogs.org . Qui troverete anche il materiale informativo e tutti i nuovi sviluppi della lotta del comitato.

Contatti: retazione@libero.it . Il comitato si riunisce tutti i giovedì alle h 15 in mensa, via Golgi 20.

Materiali: lettera del Comitato giù le mani dalla mensa al cda della Statale , lettera al cda del Politecnico , mozione approvata dal cda della Statale , mozione approvata dalla facoltà di Scienze MMFFN. Video dell'intervento al CdA della Statale:

 

AGGIORNAMENTO

Mercoledì 16 dicembre una delegazione dei sindacati di base e del comitato "giù le mani dalla mensa" è stata ricevuta in Regione da esponenti di tutti i gruppi consiliari (maggioranza e opposizione), all'interno di una mobilitazione più generale. E' stata sollevata anche la questione della mensa di via Golgi e distribuita una lettera del Comitato e la delibera della Statale. Tutti i consiglieri presenti hanno assicurato che a gennaio partiranno gli incontri con l'assessore regionale al Lavoro e alla Pubblica Istruzione (Rossoni) per affrontare la questione.

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10 DICEMBRE: OCCUPATA LA MENSA DI VIA GOLGI
cittaztudi | 10 Dicembre, 2009 20:58

Occupata questo pomeriggio la mensa universitaria di via Golgi 20 in città studi dal comitato giù le mani dalla mensa e altri studenti, per richiamare l'attenzione sul problema della chiusura di questo servizio essenziale per la zona, decisa unilateralmente dal politecnico.
Si stanno svolgendo le iniziative previste, i gruppi di lavoro di studenti di vari collettivi universitari su diritto allo studio e processo di Bologna. Vogliamo dimostrare come sia possibile utilizzare gli spazi della mensa per momenti di confronto, socialità, autoformazione.
Alle 20 è prevista la cena, alle 21 assemblea pubblica sui beni comuni, con interventi del comitato acqua, del comitato noexpo e degli studenti.
dalle 23 dj-set.

Domattina appuntamento alle 8:30 alla mensa in occasione dello sciopero dell'università, ci muoveremo insieme per raggiungere il corteo studentesco di cairoli.

http://cittastudi.noblogs.org
http://giulemanidallamensa.noblogs.org

 

 MATERIALI PRODOTTI O UTILIZZATI NEI GRUPPI DI LAVORO

Gruppo sul diritto allo studio: gruppo sul diritto allo studio.doc , UNI_PUBBLICA_X_TUTTI[1].doc (by riscossa_studentesca), altri materiali dal collettivo città studi .

Gruppo sul Processo di Bologna: volantone_processo di bologna.doc e ISM.doc (international students movement) by riscossa_studentesca.

Assemblea sui beni comuni: locandina con testo , Comitati per l'Acqua , Comitato NoExpo .

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GIOVEDI' 10 DICEMBRE GIORNATA APERTA IN MENSA
cittaztudi | 07 Dicembre, 2009 01:47

Qui la locandina e il flyer . 

Testo verso l'assemblea sui beni comuni:

ACQUA, TERRITORI, DIRITTO ALLO STUDIO:

DIFENDIAMO I BENI COMUNI 

Cos’è un bene comune? È innanzitutto qualcosa che motiva l’idea stessa di società, un vantaggio per tutti e di cui tutti si devono prendere carico. Sono beni comuni l’istruzione, l’acqua, la sanità, i trasporti, i territori, gli spazi di socialità e di partecipazione democratica popolare e diretta, …

Sono risorse della collettività, delle quali la collettività deve avere il controllo. Parliamo di collettività in senso lato e non per forza di Stato, consci però che nell’attuale sistema politico i privati agiscono secondo il proprio personale interesse ed evadono qualunque controllo della collettività sul proprio operato. 

Se il sentimento collettivo passa attraverso la coscienza di quali sono i beni comuni, i continui attacchi alla gestione pubblica di questi beni (a  vantaggio della speculazione dei privati) è il sintomo di un problema ben più grave: sotto attacco è il senso del comune, sostituito dal mito del profitto, dell’efficienza, della competitività. All’individuo attivo nella società, responsabile della propria vita, stanno sostituendo l’individuo isolato, insicuro, protetto e controllato a vista da un ordine pubblico sempre più invadente, allontanato dagli ambiti decisionali, spaventato all’idea che la società sia qualcosa da determinare anziché qualcosa da cui dipendere.  

Sottrarre alla collettività il controllo dei beni comuni è il primo passo per  sottrarle il proprio potere decisionale, privandola della coscienza di avere diritto a questo potere. È parte di una svolta autoritaria, a vantaggio  dei soliti pochi. Significa impedire al cittadino di vivere con coscienza il proprio ruolo, spogliare la parola “democrazia” della sua natura di evento popolare, partecipato e  diretto, per sostituirla con la delega passiva e assoluta al governante di turno.

Sta succedendo all’istruzione, nelle scuole e nelle università, sempre più autoritaria e meno critica. Sta succedendo ai territori (Val di Susa - TAV, Vicenza – Aeroporto Dal Molin, zona dell’Expo, etc), dove i mutamenti necessari al “progresso” vengono attuati ignorando l’opinione dei cittadini (fintantoché questi non insorgono).

Sta succedendo coi servizi locali, per i quali è stato da poco stabilito un tetto del 30% alla partecipazione pubblica.

Succede in numerosi “piccoli” casi, come quello della mensa universitaria di via Golgi: un servizio usufruito ogni giorno da migliaia di persone – studenti e lavoratori – in piena città studi, un luogo (economico) di socialità e un bene comune che il Politecnico vorrebbe sostituire con la ristorazione privata della zona, senza avere interpellato nessuno, senza nessuna preoccupazione per la sorte dei lavoratori di questo posto. 

E poi l’acqua. Le prime civiltà si sono formate proprio dal comune utilizzo di questa risorsa, ancora oggi per il controllo delle risorse idriche si scatenano guerre, è considerata una ricchezza al punto da essere chiamata oro blu. Il governo italiano ha deciso di privatizzarla, essendo questa inserita nelle norme sui servizi pubblici locali.Intorno all’acqua da anni si costruiscono reti e lotte, vogliamo approfondire questa tematica perché riconosciamo l’importanza di questa risorsa come bene comune.

Per questo invitiamo gli studenti e la cittadinanza a partecipare ad una 

ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

giovedì 10 dicembre h 21

alla MENSA UNIVERSITARIA di via Golgi 20 

L’acqua, bene comune fondamentale: problematiche globali, tentativi di privatizzazione e lotte per la sua difesa. A cura del Comitato Milanese per l’Acqua. 

A seguire interventi di:

- Comitato “giù le mani dalla mensa”

- Comitato No Expo, il territorio come bene comune.

- Studenti delle università in lotta: diritto allo studio, ricerca, arte e cultura come beni comuni.  

Collettivo Cittastudi

Comitato Giù le mani dalla Mensa

Locandina dell'assemblea in formato pdf: BENI_COMUNI.pdf .

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OCCUPATO IL RETTORATO DEL POLITECNICO
vinbrule | 01 Dicembre, 2009 16:47

Immediata azione di risposta del presidio di studenti e lavoratori all'esito del CdA del politecnico, che rimanda a luglio la chiusura della mensa universitaria di via Golgi 20 senza impegnarsi in alcun modo a trovare una soluzione per evitarla. Dopo l'occupazione del rettorato del Politecnico (durata dalle 18:30 alle 21:30 circa), la mobilitazione non si ferma.

Prossima riunione del comitato di lotta "giù le mani dalla mensa" (studenti e lavoratori): giovedì 26/11, h 15, in mensa.

Riportiamo sotto il comunicato sulla giornata di oggi, qui in formato pdf. Galleria fotografica invece qui.

 

 

 

 

 

LA TERZA UNIVERSITA' PIU' “VIRTUOSA” D'ITALIA CHIUDE LA MENSA:

PER FAR QUADRARE I BILANCI SI TAGLIA IL DIRITTO ALLO STUDIO

STUDENTI E LAVORATORI OCCUPANO IL RETTORATO DEL POLITECNICO

 

Si è tenuto oggi fuori dal CdA del Politecnico il presidio degli studenti di Città studi (dell'università Statale e del Politecnico), dei lavoratori della mensa universitaria di via Golgi e dei sindacati RdB e Sdl contro la chiusura della mensa stessa.

La chiusura è stata decisa unilateralmente dal politecnico (che possiede la mensa) e mai comunicata pubblicamente.

Una delegazione del presidio è entrata in CdA ed ha letto una lettera, in cui si rivendica il valore sociale della mensa, in termini di diritto allo studio e come occasione di socialità. Parallelamente si è posto il problema degli attuali 40 lavoratori della mensa, per i quali la chiusura significherebbe la perdita di ogni certezza sul proprio futuro lavorativo.

 

Queste le nostre richieste e, di seguito, le loro risposte:

·                    La revoca totale della chiusura della mensa. Non è stata accolta ed è stata stabilita la proroga della chiusura al 31 Luglio, anziché al 31 Dicembre come precedentemente stabilito nel CdA del 29 Settembre. Dato lo sviluppo delle mobilitazioni del Comitato Giù le mani dalla mensa hanno dovuto prendere questo provvedimento per non dover affrontare la chiusura nel pieno dell'anno accademico ma durante l'estate quando l'attenzione è sicuramente più bassa. Questo non è accettabile perchè la chiusura definitiva è soltanto posticipata.

·                    Il Politecnico riconosca il valore e l'importanza del servizio. Questo non è stato dichiarato dal Politecnico che ha anzi provveduto a sminuirne il valore. Il cambiamento definito come “decisamente migliorativo del servizio offerto agli studenti, al personale amministrativo e ai docenti” consiste nel potenziamento di un bar e 100 posti in più alla mensa della Casa dello studente, oltretutto senza definirne alcuna tempistica e modalità, e sbandierando “ben 50 bar convenzionati” di cui solo 15 presenti in zona città studi. Questo non permette né di sostituire i 624 posti della mensa attuale, né di rimpiazzare lo spazio di socialità che ora rappresenta. I numeri su cui si basa questa decisione sono unicamente quelli riferiti a chi, del Politecnico, beneficia della borsa di studio che viene in ogni caso danneggiato.

·                    Il CdA coivolga tutti gli altri membri interessati: Regione e Università degli Studi di Milano. La richiesta è stata completamente trascurata: “il CdA confida che l'Uni Mi voglia attuare un piano di ristrutturazione del servizio di ristorazione del Polo di Città studi.” Non effettuando nessun intervento reale di coinvolgimento di questi enti il Politecnico di fatto se ne lava le mani delegando le responsabilità alla Statale rigurado le altre possibili soluzioni e chiamandosi fuori dalla causa. In questo modo negano la possibilità di costruire un progetto alternativo per una mensa “Inter-facoltà”. Non solo quindi negano il servizio agli studenti e lavoratori del Politecnico ma dimostrano anche il totale disinteresse per l'utenza che in questo anno accede allo stabile di loro proprietà.

 

Il documento uscito dal CdA disattende completamente le richieste avanzate dal comitato “giù le mani dalla mensa” e non prevede iniziative concrete al di fuori di una proroga di sette mesi della chiusura (ora prevista per il 31 luglio). Dichiara inoltre il falso poiché afferma che la proproga della chiusura è stata chiesta dal comitato.

Di fronte a un tale risultato, il presidio ha deciso di occupare immediatamente l'aula magna del politecnico in cui si era svolto il CdA. Si è svolta un'assemblea del comitato di lotta insieme ai sindacati che rappresentano i lavoratori, al termine della quale si ribadisce che:

la mensa di via Golgi significa diritto allo studio, diritto al lavoro e per questo non deve chiudere.

Di fronte a questa risposta del Politecnico il comitato ha deciso, in assemblea occupata, di continuare ad oltranza le proteste e le mobilitazioni.

 

Comitato Giù le mani dalla mensa

dall'assemblea nel rettorato occupato

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